Ottieni foto nitide del tuo Cane

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Avendo avuto un ottimo seguito al nostro primo articolo che riassume i consigli basilari per ottenere migliori foto dei nostri amati cani, ci apprestiamo ad approfondire l’argomento.

In questo approfondimento trattiamo alcuni temi più in particolare e alcuni concetti propri della fotografia di ritratto per poter migliorare ancora un pochino.

Se sfogliamo un album di ritratti di un qualsiasi fotografo, professionista, o comunque di un bravo appassionato, noteremo una certa omogeneità nella qualità delle immagini ed oltre ad una buona composizione e ambientazione del soggetto, noteremo una straordinaria ricchezza di dettagli nei soggetti inquadrati! L’ambiente che circonda il soggetto potrà essere più o meno a fuoco a seconda dell’effetto che il fotografo ci vuole trasmettere e quindi avremo ritratti ambientati, o ritratti tout court – con un sfondo completamente sfocato.

In fotografia quando uno scatto è dannatamente carico di dettagli e particolari, lo si definisce “tagliente”; questo termine oltre ad essere utilizzato per caratterizzare una fotografia, viene usato dai maniaci della fotografia per caratterizzare quegli obiettivi (in gergo – vetri) che per le loro capacità e qualità di incanalare bene la luce sul sensore, restituiscono degli scatti ultra-nitidi. Un’altra caratteristica di un buon obiettivo è la “tridimensionalità”, che si determina in quei “buoni vetri” che oltre a carpire meglio i dettagli, riescono a cristallizzare una tavolozza molto ampia di colori (e di tonalità) in uno scatto.

 

È quindi molto probabile che quando ci è capitato di rimanere folgorati da un ritratto di un labrador, anche se nell’immediato non ne abbiamo focalizzato i motivi, la nostra emotività è stata sollecitata essenzialmente da questi fattori: nitidezza e tridimensionalità (…certo, anche il soggetto conta, ma per quello scegliete un buon allevatore! ).

Abbiamo definito quindi la nitidezza di un’immagine come la quantità di dettagli che caratterizzano il soggetto inquadrato, questa può essere a sua volta scorporata in due elementi: fuoco e contrasto.

Per avere immagini nitide è fondamentale durante la fase di scatto essere riusciti a mettere a fuoco in modo corretto senza sfocature visibili; nel migliore dei casi anche quando si esamina a livello di pixel,  non noteremo nessuna sbavatura (o come viene definito in gergo “micromosso”).

Il contrasto invece potrà essere modificato anche nella successiva fase di post produzione (personalmente non amo esagerare, anzi ritengo che ultimamente su Flickr ci sia una tremenda moda di esasperare il contrasto, a scapito di colori e dettaglio).

due labrador neri fotografia cinofilia

Va specificato da subito che se la post produzione ci può aiutare a risolvere tanti difetti ed errori, se non siamo riusciti in fase di scatto, a cogliere una fotografia “tagliente”, anche lavorando parecchio con la post-produzione non riusciremo a recuperare una nitidezza di qualità.

Per quel che riguarda la tridimensionalità un buon obiettivo fa sicuramente la differenza, ma se vogliamo migliorare e ottenere uno stile personale, sarà indispensabile avere anche a disposizione un buon pc per la postproduzione, ma soprattutto un ottimo schermo con cui osservare le foto mentre le elaboriamo.

VELOCITÀ DELL’OTTURATORE

Sfogliando alcune pagine del web e forum di cinofilia è facile osservare diverse foto di labrador sfocate malamente, o mosse, penso quindi che questo sia forse l’ostacolo più comune da superare per molti.

A tal riguardo ricordiamo quanto suggerito nella prima parte, ovvero che per fotografare un lab in movimento, dovremo utilizzare una macchina fotografica adeguata alle nostre esigenze e che in molti casi questo si traduce con l’uso di una reflex.

Se l’attrezzatura è adeguata, ma non siamo ancora soddisfatti della nitidezza ottenuta, teniamo presente che in linea di massima la sfocatura potrà essere dovuta ad uno dei seguenti motivi:

–       vibrazioni o movimenti oscillatori della mano che tiene la macchina fotografica;

–       utilizzo di una velocità dell’otturatore troppo bassa rispetto alla velocità di movimento del nostro labrador;

Quindi cominciamo ad approfondire a grandi linee il funzionamento di una macchina fotografica ed in particolare come influisce nelle foto la velocità dell’otturatore.

Per iniziare, diciamo che il tempo di posa da usare è influenzato da tre fattori tra loro correlati:

–       quanto veloce si muove il nostro “modello”;

–       la lunghezze focale del nostro obiettivo;

–       la distanza tra noi e il “modello”.

Oltre a questo dobbiamo valutare all’istante quello che vogliamo ottenere ossia che tipo di effetto si sta tentando di raggiungere: si vuole mostrare il movimento, oppure congelarlo?

Cerchiamo di semplificare le cose, pensando per ora, di non ottenere nessun effetto strano, ma di voler cristallizzare la situazione.

I tre concetti sopra indicati sono tra loro strettamente dipendenti e correlati, tanto che per comprenderne in modo semplice il funzionamento, dobbiamo riuscire a creare un esempio che ci consenta di immaginarli e proiettarli nella realtà.

Pensiamo di essere davanti alla nostra televisione, alla domenica pomeriggio, quando viene trasmesso il gran premio di formula uno. Pensiamo che ci sia una telecamera fissa che riprende le auto in corsa in una postazione lontana (in tribuna) e che la scena ripresa sia lungo un rettilineo. Le auto sfrecciano da sinistra a destra del nostro televisore, le auto sono piccole e notiamo che la Ferrari che va più veloce rispetto alle concorrenti (!!) impiega meno tempo a passare. Per fotografare la Ferrari dovrò quindi usare tempi di scatto più veloci rispetto a quanto farò con le altre auto.

ritratto cane acqua labrador cinofilia

Se la stessa telecamera fissa viene avvicinata alla scena, quindi al rettilineo, vedremo nel nostro schermo, delle auto più grandi, inoltre essendo la parte di rettilineo inquadrato più breve, le auto, pur sfrecciando alla medesima velocità di prima, ci metteranno meno tempo a passare da destra a sinistra dello schermo; se vorrò fotografare ancora la Ferrari, dovrò impostare tempi più rapidi rispetto alla prima postazione fissa. Allo stesso modo se invece di spostare fisicamente la telecamera, tramite la regia farò una zoommata sul rettilineo otterrò lo stesso risultato descritto avvicinandomi.

Semplicemente: più è grande il soggetto nell’area inquadrata più dovrò disporre di tempi veloci!

fotografia labrador cinofilia

Nel caso utilizzi uno zoom però, nel impostare i tempi di scatto, dovrò tenere anche conto del fattore denominato “scattare a mano libera” per evitare che il tremore della macchina in fase di scatto si ripercuota negativamente sui risultati.

Per fornire una spiegazione semplice a quest’ultima osservazione: maggiore è la lunghezza focale, quindi più è spinta la zommata sul soggetto, più dovrò stare attento a non fare movimenti oscillatori con la fotocamera mentre riprendo.

In fotografia si utilizza la “regola Reciproca” per determinare la più bassa velocità dell’otturatore che si può tranquillamente utilizzare con la fotocamera a mano libera, senza pericolo di vibrazioni: la velocità dell’otturatore non deve essere più bassa rispetto al valore della lunghezza focale della lente che si sta usando.

Quindi, se avete un obiettivo da 85 mm, significa che la velocità dell’otturatore più bassa consigliata è di 1/85 con un 200 mm dovrò avere 1/200 etc.. I tempi si possono allungare nel caso in cui si utilizzino obiettivi o corpi macchina stabilizzati.

Avendo ora chiari i concetti di base ci possiamo sbizzarrire in effetti particolari.

Se utilizzo tempi dell’otturatore “al limite” potrò cristallizzare ad esempio il muso del soggetto lasciando che si crei un alone sulle zampe (in modo da dare un senso di movimento).

Un effetto che mi piace molto è quello creato con la tecnica del panning che si ottiene quando con l’obiettivo della macchina inseguo il mio soggetto e anche in questo caso imposto dei tempi di apertura dell’otturatore al limite.

Lo sfondo sarà piacevolmente mosso e sfocato, mentre il soggetto sarà nitido.

 

 

APERTURA DEL DIAFRAMMA

Fino ad ora abbiamo descritto e definito il parametro “tempi di otturatore”, ma va detto che come fanno molti altri amanti della fotografia, nella maggior parte degli scatti la mia reflex è impostata nella modalità “A” “Priorità apertura diaframmi” in cui definisco a priori l’apertura del diaframma e la sensibilità iso, lasciando che la macchina decida in automatico i tempi a seconda della quantità di luce presente nell’ambiente.

La regolazione della apertura del Diaframma è il parametro a disposizione del fotografo per personalizzare lo scatto nel senso della profondità di campo, esso consente di variare la quantità di luce che il sensore riceve durante il tempo di apertura dell’otturatore.

Il concetto fondamentale da comprendere è che se apro molto il diaframma il sensore riceverà molta luce: in questo caso la profondità di campo sarà limitata, avrò a fuoco solo il soggetto, o una parte di esso, con tutto il resto sfocato. Chiudendo il diaframma avrò una profondità di campo ampia: è il caso del ritratto ambientato.

Nel primo caso potrò ad esempio riprendere un particolare del mio labrador, nel secondo caso avrò un’impostazione corretta per descrivere una situazione divertente in cui ci sono diversi cani da inquadrare. La difficoltà maggiore per inquadrare più cani contemporaneamente è proprio quella di bilanciare l’esigenza di averli contemporaneamente a fuoco con la necessità quindi di chiudere il diaframma, ma dovendo mantenere dei tempi dell’otturatore rapidi.

La possibilità di disporre di buone ottiche con ampie aperture del diaframma permette una maggiore libertà di movimento soprattutto in condizioni di luce scarsa: potendo aprire maggiormente il diaframma è possibile mantenere tempi di esposizione sufficientemente rapidi per congelare la nostra ripresa.

labrador margherite

In situazione di scarsa luminosità l’alternativa è quella di alzare gli iso, quest’ultima soluzione però oltre una determinata soglia che dipende dal modello di fotocamera utilizzata, comporta il decadimento della qualità dell’immagine.

 

Attualmente la mia ottica preferita è la Minolta 135 f.2,8 che ha un costo (usata) ed un peso molto contenuto, rispetto ad esempio al corrispondente zoom sony 70-200 f.2,8 – ma con una resa più che eccellente per la ritrattistica e per la fotografia sportiva.. l’ideale per fotografare i miei labrador.

VETRI

Come già accennato in più parti di questo articolo gli obiettivi della nostra reflex possono fare la differenza sotto molti punti di vista: nitidezza, tridimensionalità, ampie aperture..

È ovvio che per la qualità e bontà di una lente corrisponde anche un aumento di costo. Questo aumento però non è direttamente proporzionale con la qualità della lente, quindi è possibile per tutti dotarsi di un corredo minimo che consenta di tirare fuori buoni scatti. Il mercato dell’usato da questo punto di vista offre buoni spunti (attenti comunque alle fregature) e soprattutto mi sento di consigliare l’acquisto di ottiche fisse rispetto agli zoom, che saranno anche comodi, ma sono in linea di massima 10 volte più cari a parità di qualità e molto più pesanti.

Dopo aver letto questi ulteriori consigli e concetti ricorda che più si fa pratica, meglio si prenderà possesso dei propri strumenti migliori saranno le immagini che porteremo a casa.

Ma non dimenticate in assoluto che la cosa più importante è divertirsi e far correre i nostri lab.