La figura del biologo

La figura del biologo chiarimenti e approfondimenti

La figura del biologo e le sue competenze e campi di indagine sono piuttosto oscuri all’uomo comune. Le ragioni di questa scarsa conoscenza va ricercata in diversi fattori, ma sicuramente uno dei principali è una scarsa comunicazione  e promozione di questo tipo di professione.

Credo allora che si dovrebbe iniziare a parlare di più della figura del biologo, alle competenze che gli sono state conferite per legge e quindi dove è autorizzato a operare.

Ecco allora che questa diventa per me l’occasione di far conoscere meglio la figura del biologo.

Iniziamo a parlare del biologo citando le competenze che deve avere acquisito dal ciclo di studi e dalle esperienze.

Il biologo deve avere capacità di osservazione e curiosità, amare l’ambiente e imparare a conservarlo, capire gli organismi viventi ed essere protagonista di una rivoluzione scientifica e culturale che coinvolge la società in cui viviamo. Alla base della sua formazione vi deve essere una conoscenza approfondita dei meccanismi che regolano i processi fondamentali della vita, nei suoi aspetti chimici, biochimici e fisici.

La biologia comprende infatti uno spettro molto ampio di discipline, studiando la vita su molteplici livelli, molecolare (con biologia e genetica molecolare), cellulare (con la citologia), istologico, anatomico, tassonomico, embriologico, ecologico fino ad arrivare ad un livello definito esobiologico, puramente speculativo, che considera anche le possibilità di vita extraterrestre.

La professione di biologo regolamentata dalla normativa italiana (L. 396/67), e per esercitarla è obbligatoria l’iscrizione all’Ordine, per il quale è richiesto essere in possesso della laurea in Biologia o di altro titolo riconosciuto.

Ultimamente si identifica la figura del Biologo – al biologo nutrizionista, tuttavia trovo che questo sia molto limitante e se leggiamo in dettaglio cosa dice la legge capirete il perché.

Vediamo quindi cosa dice in dettaglio la legge. Di seguito riporto le competenze dei Biologi che come me sono iscritti all’ordine nella categoria A.

foto macro coccinella vista da un biologo
La vita è presente sulla terra in molteplici forme e la figura del biologo l’osserva e la studia

La figura del biologo: Oggetto della professione

Formano oggetto della professione di biologo:

a)    classificazione e biologia degli animali e delle piante;

b)    valutazione dei bisogni nutritivi ed energetici dell’uomo, degli animali e delle piante;

Nota. Si tratta dell’attività di nutrizionista che il biologo può esercitare senza invadere il campo del medico. Solo il medico può prescrivere farmaci e curare le obesità patologiche. Il biologo che vuol esercitare questa attività – come per qualsiasi altra attività – ha l’obbligo deontologico di prepararsi, di specializzarsi e di aggiornarsi….

c)    problemi di genetica dell’uomo, degli animali e delle piante;

Nota. Questo punto include l’attività di genetica molecolare.

d) identificazione di agenti patogeni (infettanti ed infestanti) dell’uomo, degli animali e delle piante; identificazione degli organismi dannosi alle derrate  alimentari, alla carta, al legno, al patrimonio artistico; mezzi  di lotta;

Nota. L’attività professionale comprende quindi la Microbiologia e la Parassitologia esercitate nei laboratori di analisi cliniche o nei settori agrario e merceologico; comprende anche il controllo biologico di antibiotici, antiparassitari, pesticidi ecc. (cfr. punto seguente).

e) controllo e studi di attività, sterilità, innocuità di insetticidi, anticrittogamici, antibiotici, vitamine, ormoni, enzimi, sieri, vaccini, medicamenti in genere, radioisotopi;

Nota. Ovviamente i controlli sono effettuati sotto il profilo biologico. Il profilo clinico, quello farmacologico ecc. sono competenza di altre professioni.

f) identificazioni e controlli di merci di origine biologica;

Nota. Si tratta quindi di controlli di portata più ampia di quelli indicati al punto d).

g)    analisi biologiche (urine, essudati, escrementi, sangue; sierologiche, immunologiche,  

              istologiche, di gravidanza, metaboliche);

 Nota. Il biologo è abilitato ad eseguire analisi cliniche. Tuttavia per la direzione dei laboratori il biologo – nella nostra Regione come in altre – deve conseguire una specializzazione del settore.

Poi, in forza di una Direttiva del Ministero della Salute (Dir. n. 10014/2002 del 08.07.02), i biologi possono effettuare prelievi capillari e venosi in strutture sanitarie, purché siano in possesso di certi requisiti ed abbiano frequentato un particolare corso teorico-pratico.

h)    analisi e controlli dal punto di vista biologico delle acque potabili e minerali;

Nota. Per le acque ad uso umano tutte le analisi, incluse quelle chimiche, vengono eseguite dal punto di vista biologico (innocuità, compatibilità con l’organismo umano…). Quindi il biologo può assumere l’incarico di direttore tecnico di stabilimenti per l’imbottigliamento delle acque minerali.

Si noti ancora che il biologo può eseguire tutte le analisi chimiche purché finalizzate ad uno scopo biologico; questo principio è stato stabilito in via definitiva da alcune sentenze della Magistratura amministrativa (TAR e poi Consiglio di Stato). 

i) funzioni di perito e di arbitratore in ordine a tutte le attribuzioni sopra menzionate.

Nota.

L’elencazione di cui al presente articolo non limita l’esercizio di ogni altra attività professionale consentita ai biologi iscritti nell’albo, né pregiudica quanto può formare oggetto dell’attività di altre categorie di professionisti, a norma di leggi e di regolamenti.

NOTA 1. La formulazione di quest’ultimo paragrafo sottolinea due aspetti della professione:

primo, il biologo può esercitare altre professioni, e ciò a differenza di quanto stabilito per altre professioni (ad es. il medico non può esercitare la professione di farmacista); secondo, alcune delle attività professionali svolte dal biologo sono oggetto di altre professioni (chimici, medici ecc.).

Nota 2. Le competenze professionali dei biologi elencate in questo art. 3 vengono richiamate dal DPR n. 328 del 2001 che illustreremo più avanti. Il dettaglio delle prestazioni professionali è inserito nella Tariffa professionale, di cui parleremo al termine di questa lezione.  Il DPR n. 328/2001 ha ampliato le competenze del biologo in campo ambientale, genetico e manageriale.

Se poi si considerano le materie oggetto di esame di Stato, troviamo nuove materie di carattere più generale nelle quali il biologo dovrebbe essere competente, e precisamente quelle elencate per la seconda prova scritta e per la prova orale, ossia: igiene, management, legislazione professionale, certificazione e gestione della qualità. Per tutti c’è l’obbligo di conoscere il Codice deontologico.

La biologia come scienza che studia tutto ciò che riguarda la vita, trova collocazione in diversi ambiti lavorativi avendo particolari competenze trasversali.

Questo ci suggerisce come il biologo, in quanto studioso della vita, non possa sottrarsi dallo studio dei fabbisogni nutritivi ed energetici sia dell’uomo che degli altri esseri viventi e dell’apporto energetico di cui abbisognano per il corretto funzionamento del proprio organismo.

la figura del biologo
Anche i funghi forme di vita particolari sono oggetto di studio dei biologi per contatti

La figura del biologo: Sezione A e sezione B dell’albo dei biologi

Dal 2001 essendo stata istituita la figura biologi juniores, con specifiche competenze professionali il comma 2, art. 31 del medesimo DPR n.328/2001, specifica meglio le due figure.

1. Formano oggetto dell’attività’ professionale degli iscritti nella sezione A, ai sensi e per gli effetti

di cui all’articolo 1, comma 2, restando immutate le riserve e attribuzioni già stabilite dalla vigente normativa, oltre alle attività indicate nel comma 2, in particolare le attività che implicano l’uso di metodologie avanzate, innovative o sperimentali, quali:

a) controllo e studi di attività, sterilità, innocuità di insetticidi, anticrittogamici, antibiotici, vitamine, ormoni, enzimi, sieri, vaccini, medicamenti in genere, radioisotopi;

b) analisi biologiche (urine, essudati, escrementi, sangue), sierologiche, immunologiche, istologiche, di gravidanza, metaboliche e genetiche;

c) analisi e controlli dal punto di vista biologico delle acque potabili e minerali e valutazione dei parametri ambientali (acqua, aria, suolo) in funzione della valutazione dell’integrità degli ecosistemi naturali;

d) identificazione di agenti patogeni (infettanti ed infestanti) dell’uomo, degli animali e delle piante; identificazione degli organismi dannosi alle derrate alimentari, alla carta, al legno, al patrimonio artistico; indicazione dei relativi mezzi di lotta;

e) identificazioni e controlli di merci di origine biologica;

f) progettazione, direzione lavori e collaudo di impianti relativamente agli aspetti biologici;

g) classificazione e biologia degli animali e delle piante;

h) problemi di genetica dell’uomo, degli animali e delle piante e valutazione dei loro bisogni nutritivi ed energetici;

i) valutazione di impatto ambientale, relativamente agli aspetti biologici.

2. Formano oggetto dell’attività’ professionale degli iscritti nella sezione B, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 1, comma 2, restando immutate le riserve e attribuzioni già stabilite dalla vigente normativa, le attività che implicano l’uso di metodologie standardizzate, quali l’esecuzione con autonomia tecnico professionale di:

a) procedure analitico-strumentali connesse alle indagini biologiche;

b) procedure tecnico-analitiche in ambito biotecnologico, biomolecolare, biomedico anche finalizzate ad attività di ricerca;

c) procedure tecnico-analitiche e di controllo in ambito ambientale e di igiene delle acque, dell’aria, del suolo e degli alimenti;

d) procedure tecnico-analitiche in ambito chimico-fisico, biochimico, microbiologico, tossicologico, farmacologico e di genetica;

e) procedure di controllo di qualità.

3. Sono fatti salvi gli ulteriori requisiti previsti dalla normativa vigente per lo svolgimento delle attività professionali di cui ai commi 1 e 2 da parte dei biologi dipendenti dalle aziende del Servizio sanitario nazionale.

NOTE

Comma 1. Per gli iscritti alla Sez. A le competenze professionali rimangono sostanzialmente quelle della legge istitutiva della professione (art. 3, L. 396/1967). Tali competenze vengono qui ampliate sia nel settore industriale (progettazione di impianti..), sia in quello ambientale per la Valutazione dell’Impatto Ambientale, detta ‘VIA’, necessaria per la costruzione di opere che impattano in modo significativo nell’ambiente, come ponti, autostrade ecc.), sia nel settore industriale e manageriale.

Gli iscritti della Sez. A acquisiscono anche le competenze dei biologi juniores (cfr art. 3, comma 5 di questo DPR), quindi anche competenza in merito all’importante ambito delle ‘Procedure di controllo di qualità’, di cui si dirà più avanti perché si tratta d’una materia oggetto degli esami di abilitazione per l’esercizio della professione sia per quella di biologo sia per quella di biologo junior.

Comma 2. Per gli iscritti alla Sez. B le competenze professionali sono di carattere prevalentemente tecnico. Comma 3. Vengono fatti salvi gli ulteriori requisiti, oltre l’abilitazione, per i biologi dipendenti da aziende del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Tali requisiti sono richiesti per le varie mansioni, ad es. il possesso di una specializzazione e di una idoneità per accedere alle funzioni direttive ecc.

Il biologo junior ed il biologo in particolare (che per chiarezza possiamo chiamare biologo senior ) possono operare in settori così vari che spesso si discostano in modo significativo dal curriculum di studi seguito. Ad es. il biologo laureato del curriculum ambientale può formalmente esercitare nel settore alimentare. Così dicasi per il laureato del curriculum biosanitario può formalmete esercitare nel settore della salvaguardia dei beni artistici… e così via.

Però occorre che ognuno si prepari seriamente in questo settore avvalendosi della sua preparazione di base: è una necessità, ma è anche un dovere etico.

Quindi la preparazione universitaria rimane come base su cui ognuno deve costruire la propria professionalità nel settore in cui si trova o si troverà ad operare. E questo vale e varrà sempre di più per qualsiasi tipo di laurea. Senza poi contare che sempre più spesso capita di dover cambiare settore di attività dopo anni, alle volte dopo decenni, dall’ingresso nella vita professionale. E questo succede non solo nel privato, notoriamente molto flessibile, ma persino nel settore pubblico. Così  ci sono biologi che dopo anni di vita in laboratorio vengono nominati responsabili della sicurezza di un intero ospedale, oppure vengono incaricati dell’istruzione e dell’aggiornamento del personale.

La preparazione e l’aggiornamento professionale sono un dovere ed una necessità, anche quando può sembrare soltanto un’opzione.

Pertanto il biologo oltre a poter identificare tramite mezzi di indagini laboratoriali i patogeni è abilitato a formulare diete e a identificare i bisogni nutritivi nei cani e in altri animali.

Può inoltre classificare gli animali, pertanto può identificare e classificare le varie razze di cani.

Inoltre sulla base delle competenze conferitegli può svolgere la funzione di esperto e di arbitratore in tutte le precedenti.

Avendo approfondito per anni il settore cinofilo da diversi punti di vista (educatore cinofilo, addestratore, allevatore) come Biologo posso svolgere le seguenti attività:

  • Esperto quindi insegnante in materie di biologia, genetica, classificazione degli animali (quindi anche delle razze di cani), alimentazione;
  • arbitratore in materie di biologia, genetica, classificazione delle razze, alimentazione;
  • Sulla base dei punti precedenti il Biologo può decidere se un cane rientra in una razza o meno in base allo standard;
  • Nutrizionista animale;

Per tutte le categorie di iscritti ad un albo professionale  – quindi anche per i biologi – vi è l’obbligo di aggiornamento continuo. Questo dovere è stato reso obbligatorio dalla legge a partire dal 2012 (DPR 137/2012) mediante un sistema di crediti formativi, da acquisire con la frequenza a corsi, a convegni ed anche con l’auto-aggiornamento. 

Per la parte relativa alla legislazione del testo si è attinto a:

DEONTOLOGIA E LEGISLAZIONE PROFESSIONALE PER BIOLOGI

prof. Carlo Rubiola

e

– dall’ordine nazionale dei biologi