La tecnica delle affermazioni: è solo un vezzo della new age?

É Possibile Creare dal Nulla delle Coincidenze Positive? La tecnica delle affermazioni ha a che fare con questo.

Nell’articolo che ho pubblicato la settimana scorsa ho introdotto un argomento che dovrebbe essere cruciale nella vita di ciascuno, trovare il proprio scopo nella vita.

Su questo argomento sono state scritte pagine e pagine e spesso le persone arrivano a comprenderlo solo alla fine della propria esistenza, per cui non pretendo di ambire di essere stato esaustivo, né di riuscire ad esserlo con questo.

Per proseguire l’argomento e considerarlo da un altro punto di vista, poniamoci alcune altre domande:

  • Il successo delle persone dipende da loro stesse o, spesso, è solo questione di fortuna?
  • È possibile che la nostra mente possa influenzare anche il mondo esterno a noi, attraendo la fortuna?

Quello che succede sovente è che pensiamo sia impossibile raggiungere i nostri obiettivi, perché pensiamo che l’ambiente esterno sia ostile, che non ci siano le condizioni giuste, o semplicemente perché non lo riteniamo possibile.

In poche parole, gli altri hanno sempre qualcosa in più che ci manca per raggiungere i nostri obiettivi.

Alla fine di questa storia potrai rivalutare queste convinzioni.

Alla fine di questa storia scoprirai che quello che ti manca rispetto ad altri, non è in realtà, quello che credevi.

Partiamo da questa domanda: può la mente umana creare dal nulla vere e proprie coincidenze e influenzare la realtà esterna?

Milioni di persone in tutto il mondo possono affermare che la risposta è sì, i tuoi pensieri e le tue credenze ti influenzano direzionandoti nel mondo tanto da condurti verso i tuoi obiettivi se ci credi, oppure portandoti lontano dai tuoi obiettivi, se li ritieni impossibili. La tecnica delle affermazioni si innesta proprio in questo meccanismo.

La storia che leggerai tra poco parla proprio di potere dei pensieri: di un uomo che un giorno ha scoperto di possedere il potere di creare dal nulla coincidenze positive… da quel giorno non ha più smesso di utilizzare il suo potere e oggi è una delle persone più famose negli Stati Uniti.

La storia di “un certo Scott” ha a che fare con la tecnica delle affermazioni.

Per rendere questa storia ancora più intrigante, svelerò la vera identità del protagonista solo alla fine.

Per ora sarà un generico Scott. Non ho inventato io questa storia, ma l’ho letta in un libro che scrisse nel 1998 proprio Scott, il protagonista della storia che stai per leggere.

Nei primi anni del 1980, Scott sentì per caso un amico parlare di un metodo infallibile per realizzare i propri desideri, si chiamava “tecnica delle affermazioni”.

Il metodo era molto semplice e consisteva nel visualizzare mentalmente il desiderio e scriverlo su un foglio per quindici volte ogni giorno, e proseguire con questa routine fino a quando il desiderio si realizza. Il suo amico spiegò a Scott che questo metodo funzionava a prescindere dal fatto che la persona che la applicava credesse o meno in una religione, o che conoscesse o meno il pensiero positivo. La cosa ancora più interessante era che questa tecnica influiva direttamente sull’ambiente esterno e non agiva soltanto a livello psicologico. 

In altre parole, questa tecnica prometteva di generare incredibili coincidenze che portavano dritto alla realizzazione dell’obiettivo. Scott era una persona molto razionale e non credeva affatto che questa tecnica potesse in qualche modo funzionare, ma pensò che in fondo provare non gli sarebbe costato nulla.

Prese carta e penna e seguì le istruzioni che gli erano state indicate. Non mi soffermo su cosa scrisse, in quanto si trattava di una questione personale, sta di fatto che nel giro di pochi mesi “l’obiettivo si realizzò, esattamente come l’avevo scritto“, afferma lo stesso Scott nel suo libro.

Scott però era diffidente e non credeva che un singolo avvenimento bastasse per poter affermare che questa tecnica funzionasse davvero. Allora Scott tentò una seconda volta e scelse un altro obiettivo, questa volta decise di provare a guadagnare dei soldi nel mercato delle azioni, iniziò a scrivere diligentemente il suo obiettivo e aspettò.

Nel raccontare la sua storia Scott dice che una notte si svegliò all’improvviso con delle precise parole che gli risuonavano in testa:” Compra azioni della Chrysler”.

In quel periodo quell’azienda stava attraversando uno dei momenti più neri della sua storia, ma Scott decise lo stesso di tentare e comprò qualche azione dell’azienda.

Incredibile ma vero, nel giro di pochissimi giorni le quotazioni dell’azienda cominciarono a risalire e Scott trasse degli ottimi rendimenti da quell’investimento. Non poteva crederci… ci provò ancora e investì di nuovo su un’azienda che gli garantì altri ottimi guadagni.

Visto che la tecnica delle affermazioni aveva dato fino a quel momento esiti più che positivi Scott decise di applicare la tecnica ad un altro ambito: voleva essere ammesso alla prestigiosa Università di Berkeley, in California.

Il problema era che già una volta aveva tentato di entrare in quell’università, non riuscendo però a superare l’esame di ammissione. In quell’occasione ottenne un punteggio di 77 punti su 100 e il punteggio minimo che permetteva l’ammissione era di 90 punti su 100.

Scott scrisse nero su bianco il suo obiettivo, voleva entrare in quell’università con un punteggio di 94 punti su 100. Andò esattamente così, Scott superò l’esame di ammissione con un punteggio di 94 punti e si laureò all’Università di Berkeley nel 1986. 

Qualche anno più tardi Scott aveva un altro grande obiettivo da raggiungere, voleva diventare un grande fumettista. Era ben consapevole che aveva circa 1 possibilità su 10.000 di essere accettato come fumettista di un grande quotidiano.

Ma tentò ugualmente e fu assunto come fumettista ufficiale di uno dei maggiori quotidiani americani.

Poi volle fare qualcosa di ancora più grande, voleva diventare il “disegnatore di fumetti più famoso del mondo” e sapeva che il livello del suo successo sarebbe stato calcolato in base al numero di copie vendute dei suoi libri. Nel giugno 1996 il suo libro “Il principio di Dilbert” ottenne il primo posto dei libri più venduti della classifica del New York Times, ed è rimasto in testa alla classifica per tutta l’estate.

Nel mese di novembre uscì il suo secondo libro, “Il manuale di management di Dogbert“, che divenne anch’esso un best seller e per un’intera settimana  occupò sia il primo che il secondo posto della classifica dei libri più venduti al mondo.

Durante quella particolare settimana Scott è stato il fumettista più famoso del mondo, proprio come aveva scritto sul suo foglio.

Il protagonista di questa storia incredibile è Scott Adams, il celebre creatore della famosa striscia a fumetti Dilbert, il fumetto pubblicato su oltre 1500 giornali in tutto il mondo, che racconta in maniera ironica il triste mondo della vita impiegatizia.

La tecnica delle affermazioni: Scott Adams, Lucia Giovannini

Scott racconta la storia della tecnica delle affermazioni, nel suo libro” Il futuro secondo Dilbert” che ha pubblicato nel 1998. In questo libro l’autore non cerca in nessun modo di spiegare i motivi per cui questa tecnica funziona, lasciando ogni tipo di conclusione al suo lettore. 

Oggi i libri di Scott Adams sono tradotti in tutte le lingue e presenti in tutte le librerie del mondo.

Spesso i giornalisti mi chiedono se mi sarei mai aspettato il successo che ha ottenuto la striscia di fumetti Dilbert. A dire la verità, non me lo sarei mai aspettato, se non avessi avuto questa strana esperienza con la tecnica delle affermazioni. Quindi la risposta è sì, me lo aspettavo”.  Scott Adams, Il futuro secondo Dilbert.

L’esperienza di Scott Adams con la tecnica delle affermazioni, fa sorgere spontanea una domanda: possiamo controllare davvero la fortuna?

Per rispondere a questa domanda occorre spiegare meglio cosa sono le affermazioni.

Ti confesso che avendo una formazione strettamente scientifica e un passato da “Darwinista meccanicista convinto” in principio ho maldigerito la tecnica delle affermazioni, ritenendola solo un “vezzo della new age”.

Nei mesi scorsi però ho avuto modo di confrontarmi con alcune persone e ho notato quanto astio ci sia nei confronti di questa tecnica; una parte di scientisti la ritengono infatti solo una serie di barzellette.

A fine estate mi è capitato di parlarne con una persona che si era appena laureata in psicologia e la sua reazione è stata davvero dura: io ho un approccio scientifico e quella è pseudoscienza!

È proprio da questi confronti che mi sono reso conto quanto avevo lavorato su di me, sulle mie convinzioni, per accettare e far mia questa tecnica. Per questo vorrei fornirti il mio punto di vista, ovviamente sei libero di pensare e credere quello che preferisci.

La tecnica delle affermazioni spiegate da chi è passato per il Darwinismo e il meccanicismo.

Prendiamo in considerazione la definizione.

Le affermazioni sono frasi positive espresse al tempo presente: è importante che non siano frasi in conflitto, o in contrasto con le nostre convinzioni, (dr. Joseph Murphy – Il Potere del Subconscio -1960): il subconscio accetta unicamente quello che ritiene essere realmente vero.

Il Dottor Murhy oltre ad avere un Dottorato (Ph.) in psicologia, ha scritto circa trenta libri di psicologia, tra i quali ho citato solo il più celebre.

Anche grandi Guru e Autori di fama internazionale hanno utilizzato con successo le affermazioni, per citarne solo alcuni: Paramahansa Yogananda, Louise Hay, Josè Silva, e Lucia Giovannini qui in Italia.

Per comprendere la tecnica delle affermazioni in modo razionale è sufficiente pensare che le nostre convinzioni ci portano a focalizzarci su quello che pensiamo sia vero. La realtà è estremamente complessa e il nostro cervello opera elaborando dall’esterno solo alcune informazioni. Le più moderne ricerche sul funzionamento della nostra mente dicono che quello che avviene normalmente è che il nostro cervello opera delle distorsioni (distorce la realtà), delle cancellazioni (omette informazioni), delle generalizzazioni (si collega quell’informazione ad altre che abbiamo già immagazzinato per arrivare a regole generali).

Questo è il processo normale con cui tutti processano le informazioni!

Quando ho scoperto questo meccanismo sono rimasto letteralmente folgorato: io che ero sicuro che esistesse una sola realtà là fuori, uguale per tutti, mi dovevo per forza ricredere. Sì, esiste una sola realtà, ma noi non siamo in grado di prenderla in considerazione in modo completo, quindi la realtà di ognuno risulta diversa dalla realtà di un’altra persona.

Da queste considerazioni sul funzionamento della nostra mente possiamo quindi intuire che le affermazioni non sono altro che un metodo funzionale e utile per concentrarci su un particolare aspetto della realtà, piuttosto che un altro.

Tutti noi facciamo ampio uso di affermazioni, in ogni momento, senza rendercene conto. Se in questo momento ad esempio stai pensando: questa storia delle affermazioni è una gran sciocchezza. Figurati se …

Ecco, in questo modo stai facendo delle affermazioni al contrario, ossia stai impostando la tua mente in modo da sabotarti e conseguentemente non otterrai ciò che desideri.

Altre affermazioni “diversamente positive” possono essere: “ho tanta ansia per l’interrogazione. Penso che andrà male.” Questo tipo di affermazioni non sono per niente positive, né potenzianti e non fanno altro che far aumentare l’ansia e le probabilità di una debacle.

Specialmente all’inizio è difficile utilizzare le affermazioni positive, proprio perché appena si finisce la frase, viene da pensare: sì, figurati se accade davvero!

E questo cosa comporta? Comporta il sabotaggio dei nostri obiettivi da parte del nostro stesso subconscio.

Per questi motivi chi ha studiato questa tecnica ha scoperto che è possibile trovare degli escamotage per aggirare il subconscio.

Sono queste alcune delle tecniche utilizzo con i miei Coachee; tecniche che possono realmente aiutare a darsi un metodo, in grado quindi di facilitare le persone a dirigere la mente verso pensieri più funzionali e potenzianti.

Dalla lettura della storia di Scott qualcuno potrebbe pensare che la tecnica delle affermazioni sia in qualche modo magica.

La vera magia sta nel potere delle convinzioni di ciascuna persona.

Le proprie convinzioni possono condurre ad un felice successo, come ad un rovinoso fallimento.

Soprattutto nel lungo periodo dipende tutto da noi.

Se sei interessato ad approfondire questi argomenti, per renderti conto ad esempio di quante convinzioni limitanti siano inserite nei nostri programmi mentali,  non esitare a contattarmi.

La cosa bella e che una volta individuate, si possono modificare.